Si parla sempre più insistentemente di PlayStation 6, che potrebbe offrire prestazioni di ray tracing fino a 10 volte superiori rispetto alla PlayStation 5 base. Tuttavia, nei giochi che sfruttano meno questa tecnologia, l’incremento reale degli FPS potrebbe attestarsi intorno alle 3 volte.
Nonostante ciò, questi miglioramenti potrebbero consentire alla nuova console di eseguire titoli con path tracing a 30 e persino 60 FPS, secondo gli esperti di Digital Foundry. Il motivo è semplice: Codemasters è già riuscita a far girare un gioco con path tracing su PlayStation 5 Pro a 30 FPS, mantenendo anche un certo margine di potenza.
Durante l’ultimo episodio del loro podcast settimanale, gli analisti hanno discusso della demo “Path Tracing a 200 MPH” di F1 25, presentata alla Game Developers Conference 2026. In quell’occasione, Tom Hammersley di Codemasters ha approfondito l’implementazione del path tracing su PC.
Il punto più interessante emerso dal panel riguarda però l’adattamento di questa tecnologia su hardware meno potente, che ha portato a una dimostrazione concreta su PlayStation 5 Pro. Un risultato sorprendente, considerando che fino a poco tempo fa si riteneva impossibile ottenere frame rate giocabili con il path tracing su console.
La demo mostrava una pista diurna renderizzata internamente a 1080p e poi scalata in 4K tramite PSSR, con una fluidità di 30 FPS. Questo è stato possibile grazie a un importante lavoro di ottimizzazione denominato “ORCA”, sviluppato dal team di ricerca SEED di Electronic Arts. Il sistema ha ridotto i tempi di rendering a 23,36 ms (equivalenti a circa 40 FPS), contro i 42,32 ms della versione standard, probabilmente derivata direttamente dalla build PC, che si sarebbe fermata intorno ai 20 FPS.
Questi risultati aprono scenari molto interessanti. Con ulteriori ottimizzazioni, il path tracing su PlayStation 5 Pro potrebbe diventare stabile a 30 FPS, mentre PlayStation 6 potrebbe spingersi fino a 60 FPS.
Come evidenziato da Richard Leadbetter di Digital Foundry, la futura GPU basata su architettura AMD RDNA 5 è stata progettata proprio per gestire carichi di lavoro avanzati come il path tracing. Se già l’attuale generazione riesce a raggiungere questi risultati a 1080p, la prossima potrebbe fare un salto significativo in termini di qualità visiva e fluidità.
Riuscire a vedere una console domestica gestire il path tracing a 60 FPS sarebbe un traguardo impressionante, considerando quanto questa tecnologia sia ancora oggi estremamente pesante anche per PC di fascia alta.
Tuttavia, esiste un possibile limite che potrebbe frenare le ambizioni della nuova generazione: il supporto obbligatorio alle modalità portatili. Secondo quanto riportato dal leaker KeplerL2 sul forum NeoGAF, il vero collo di bottiglia potrebbe non essere la GPU, ma la CPU.
“Non tutti i carichi di lavoro della GPU scalano con la risoluzione. Il problema potenziale è la CPU, che potrebbe limitare fisica, densità della folla e altri aspetti, soprattutto se il supporto alla modalità portatile sarà obbligatorio”, ha spiegato.
Questo significa che, pur avendo una GPU estremamente potente, gli sviluppatori potrebbero essere costretti a compromessi per garantire compatibilità tra versione domestica e portatile.
Se il path tracing continuerà a evolversi grazie alle ottimizzazioni e ai progressi tecnologici, e se il supporto alle piattaforme portatili verrà gestito in modo intelligente, Sony potrebbe avere tutte le carte in regola per convincere gli utenti a passare alla nuova generazione.
Resta però una domanda fondamentale: quanti sviluppatori saranno disposti a sacrificare frame rate elevati per ottenere una qualità grafica superiore?
